Copertina:

Tipo:
Mappa Topografica di Napoli e de' suoi contorni
Foglio:
18
Provincia:
Napoli
Comune:
Napoli
Denominazione:
Mappa Topografica di Napoli e de' suoi contorni
Committente:
Tribunale di San Lorenzo
Collocazione:
IGM - Istituto Geografico Militare, cod. 12936
Autore:
Giovanni Carafa duca di Noja
Estremo Cronologico Inferiore:
1750
Estremo Cronologico Superiore:
1775
Misure:
71,46 cm x 54,8 cm
Note:
La pianta del duca di Noja costituisce un documento straordinario per la lettura della Napoli settecentesca e uno degli esempi di maggiore valore a livello europeo delle competenze raggiunte dalla scienza topografica nel corso del XVIII secolo.
Le motivazioni e gli scopi del lavoro sono chiariti dall'autore Giovanni Carafa duca di Noja nella “Lettera ad un amico contenente alcune considerazioni sull’utilità, e gloria, che si trarrebbe da un’esatta carta Topografica della Città di Napoli, e del suo contado” del 1750, indirizzata al marchese Fraggianni: la pianta, oltre ad essere una celebrazione della Napoli borbonica, è mezzo indispensabile per una dettagliata conoscenza e per il controllo del territorio, e strumento necessario per la pianificazione degli interventi da eseguire per risolvere i problemi della città in stretta correlazione con i territori ad essa circostanti. Dopo la sua morte nel 1769 la direzione del lavoro fu affidata a Giovanni Pignatelli Principe di Monteroduni e la parte tecnica fu assegnata a Gaetano Bronzuoli, gli incisori furono Pietro Campana, Gaetano Cacace, Giuseppe Aloja, Francesco Lamarra. La rappresentazione venne inoltre modificata da Niccolò Carletti, che aggiornò le bozze riportando le trasformazioni occorse all’architettura cittadina: dopo un quarto di secolo, l’opera venne finalmente edita nel 1775. La Mappa è in 35 fogli incisa su rame. Non è riportata la data di compilazione né la scala di rappresentazione. Il foglio non contiene informazioni relative agli operatori incaricati per la compilazione. Non sono presenti annotazioni relative alle tecniche di rilievo impiegate ed è senza indicazione della data di esecuzione. Lo stato di conservazione del documento cartaceo è buono. Dai tipi dell’ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE - Autorizzazione n. 7202 del 14/06/2024.
Le motivazioni e gli scopi del lavoro sono chiariti dall'autore Giovanni Carafa duca di Noja nella “Lettera ad un amico contenente alcune considerazioni sull’utilità, e gloria, che si trarrebbe da un’esatta carta Topografica della Città di Napoli, e del suo contado” del 1750, indirizzata al marchese Fraggianni: la pianta, oltre ad essere una celebrazione della Napoli borbonica, è mezzo indispensabile per una dettagliata conoscenza e per il controllo del territorio, e strumento necessario per la pianificazione degli interventi da eseguire per risolvere i problemi della città in stretta correlazione con i territori ad essa circostanti. Dopo la sua morte nel 1769 la direzione del lavoro fu affidata a Giovanni Pignatelli Principe di Monteroduni e la parte tecnica fu assegnata a Gaetano Bronzuoli, gli incisori furono Pietro Campana, Gaetano Cacace, Giuseppe Aloja, Francesco Lamarra. La rappresentazione venne inoltre modificata da Niccolò Carletti, che aggiornò le bozze riportando le trasformazioni occorse all’architettura cittadina: dopo un quarto di secolo, l’opera venne finalmente edita nel 1775. La Mappa è in 35 fogli incisa su rame. Non è riportata la data di compilazione né la scala di rappresentazione. Il foglio non contiene informazioni relative agli operatori incaricati per la compilazione. Non sono presenti annotazioni relative alle tecniche di rilievo impiegate ed è senza indicazione della data di esecuzione. Lo stato di conservazione del documento cartaceo è buono. Dai tipi dell’ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE - Autorizzazione n. 7202 del 14/06/2024.
Percorso File:
CA006850
Scala:
1:2.500
Supporto:
cartaceo
ID SERIE:
ID SERIE:
FASCRC-CS
ID UNITA ARCHIVISTICA:
ID UNITA ARCHIVISTICA:
FASCRC-CSA
ID UNITA DOCUMENTALE:
FASCRC-CSA16
WP ID:
70030
Esecuzione:
incisione in rame a cura dei professori Pietro Campana, Gaetano Cacace, Giuseppe Aloja, Francesco Lamarra
